Ferragosto brucia come il calore dell’atomica sganciata dagli americani. La guerra era vinta ma non l’odio degli uomini desiderosi di potere e controllo. Oggi il mondo vive momenti di indicibile sofferenza. Ed a volte, anche in piccoli gesti della nostra quotidianità si cela la carezza dei poeti dimenticati e non riconosciuti per la loro morale “assoluta”, come la definirebbe Kant. La seguente poesia racconta di un micromondo per l’appunto ignorato e offeso rispetto a chi più si sforza per amare, più schiaffi riceve. Ferragosto sta per concludersi ed oggi si celebra la morte. Questa è poesia. Questa è potenza.
ALLA MORTE
IL POETA SI FERMA
E’ UN BRUCIARE
NEL SOLE DI FERRAGOSTO
QUESTO SENTIMENTO
CHE TORMENTA L’ANIMA
SONO MORTI
PER IL POTERE DEL NULLA
QUANDO SOLO CENERE
RESTERA’ DEL CORPO
FERITO DAI TUOI FINTI BACI
FA MALE SENTIRSI RUBATO
DAL VENTO D’AUTUNNO
L’AMORE VERSATO
CON IL SACRIFICIO DELLA VITA
MA COSI’ SARA’ PER TE
POETA
PIANGERAI MILLE LACRIME
NEI GIORNI DEL TORDO
POI MORIRAI
CALPESTATO DALLA
CRUDELTA’ DEGLI UOMINI