<<Sogno è ciò che vediamo dormendo; morte è ciò che vediamo da vivi>>. Con questo aforisma Eraclito ci ricorda che quando dormiamo non siamo coscienti di dormire e ciò che vediamo è sogno; invece quando ci risvegliamo attorno a noi dominano morte e distruzione. Si temeva che il risveglio fosse doloroso e lo è stato. La devastazione a cui va incontro l’ambiente trascina con sé un senso di angoscia e perdizione dentro di noi. Saremo in grado questa volta di trarre lezione dall’accaduto e ricostruire l’ambiente in modo sano e a misura d’uomo? E’ necessaria una base scientifica che dia la possibilità di formare le coscienze, una catalizzazione delle varie istanze di protesta in una forma coerente e funzionale al cambiamento. Il marxismo si propone tale obiettivo al posto delle tendenze anarchiche e ribelli che non farebbero che mostrare solo l’altro lato della medaglia. La natura tenta di cacciare da questa terra anche i resilienti, quelli che lottano contro chi sostiene che ormai non c’è più niente da fare, che se ne sono andati via tutti; la battaglia non è vinta ma prosegue con tutte le forze. Inoltre c’è anche un tempo per stare fermi, il tempo della non azione che prepara al cambiamento. Viviamo queste giornate con la filosofia in un certo senso del vincere la guerra senza fare battaglie. Quando si dice appunto la globalizzazione, lo scambio di culture. Prendiamo la saggezza cinese, non certo il suo carico di beni da consumo che diventano spazzatura nelle nostre case.
Attualità
Jonica
IL RISVEGLIO DOPO LA TMEPESTA
- di Pasquale Lazzaro
- 20 Gennaio 2026
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- 7 giorni fa
