E’ sera in un angolo di mondo con le sue normali attività. C’è il bar, la piazza, il treno che passa, la strada e i vecchi che parlano del più e del meno. Fra il caos e l’andirivieni qualcuno ferma il tempo e lo spazio nel sogno di una alternativa, passando per il ricordo di un amore mai sbocciato o perduto per sempre. Come sarebbe bello se gli uomini si amassero veramente… Ma il destino spinge solo poche anime verso determinate mete. Forse è giusto che sia così, altrimenti che noia se fossimo tutti uguali. Al calar della sera scendono gocce di pianto dal firmamento. Ora non è più un poeta a manifestarsi ma un uomo con i suoi limiti, ricordi e desideri che porta nel cuore. Questa estate sembra non finire mai. E’ lei che ritorna ed esplode come una stella lasciando confusi sentimenti e lacrime; lacrime di dolore.
TI LASCIO NEL FIRMAMENTO
IL RUMORE DEL MIO TORMENTO
TI BACIO NEL SILENZIO
CON IL CORO DELL’ASSENZA
LA SERA SCENDE
SUI TUOI OCCHI LUMINOSI
E LONTANO TU FUGGI
VERSO QUALE META?
IMMOBILE E’ L’ISTANTE
CHE DA ME TI TIEN DISTANTE
SONO CAREZZE PERDUTE
SU MANI SOTTILI
CHE TI SAPEVAN AMARE
MA TU HAI DECISO DI LASCIARE
UN POETA PERDUTO
IN UN ANGOLO DI PIAZZA
DOVE PASSANO VELOCI
PER DIMENTICARE
L’ESTATE ROVENTE
NEL CUORE MORENTE
DI CHI TI HA AMATO
E NON SMETTE DI DESIDERARTI