30 Agosto 2025
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L’ESTATE HA RUBATO (POESIA)

E’ giusto vedere nell’estate la fine di un mondo interno fatto di brividi d’amore, l’estate in cui la confusione e il chiasso spengono quel sussurro amoroso che anima il mondo. E’ bene che giunga questo periodo per dare risalto al pianto dei poeti e alla morte sempre in agguato ma dolce e metonimica nel periodo invernale. L’autunno riporta il pensiero lontano verso quella fragilità dell’esistenza che ci rende autentici. Come sosteneva il filosofo francese, i climi caldi accendono gli animi e non si fa più chiarezza dei sentimenti. In questa poesia riporto all’inverno descrivendo tutto il malessere per un’estate che non mi appartiene, una stagione che fa solo soffrire per il caldo afoso. Forse è l’invidia per il cielo e il mare che si prendono la scena godendosi tutta la bellezza del corpo femminile. Si, forse è l’invidia del poeta per Dio stesso. Ma in fondo, con il rubare ai poeti la scena, rafforza quella maturazione del sentimento e della poesia. Poesia che dedico ad una cara amica, intitolata “L’estate ha rubato”.

NON POSSO DIRTI

CHE TI AMO

L’ESTATE HA RUBATO

LA SCENA AL MIO CUORE

DOVE ERI TU LO SCOGLIO

BRUCIA E SANGUINA D’AMORE

MI MANCA LA TUA MORBIDA PELLE

I SUSSURRI DI GIOIA

RISCALDATI DALLE COPERTE DELL’INVERNO

QUANDO I BACI TOCCAVANO L’ANIMA

NEL RINCORRERSI DEI RICORDI

D’ESTATE TU NON SEI PIU’ MIA

E IL CHIASSO DELLA GENTE FA

FUGGIRE QUEL PASSERO TREMANTE

SUL RAMO VIBRANTE

DELL’AUTUNNO DI VITA

D’ESTATE TU NON SEI PIU’ MIA

E SENTO MORIRE LA FEBBRE D’AMORE

SUL SELCIATO DI MILLE PAPAVERI ROSSI

ORA DI MORTE RICOLMO IL PENSIERO

OSSERVANDOTI BELLA E SLANCIATA

COME UNA SIRENA

CHE NON APPARTIEN

ALL’AMARA TERRA DI CALABRIA.

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